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balla-bambina-con-fiori-1902-bisGiacomo Balla, Bambina con fiori, 1902 (?)

Un quadro pressoché inedito, mancante nelle catalogazioni generali più importanti dell'artista, che appartiene al meno noto periodo prefuturista di Giacomo Balla, sottoscrittore assieme a Boccioni del celebre manifesto della pittura futurista. Dopo una prima formazione nelle aule della torinese Accademia Albertina il giovane artista, in ristrettezze economiche, trova lavoro in uno studio di fotografia che gli permette di venire a contatto con i più recenti progressi tecnici in materia, soprattutto per quanto concerne le sperimentazioni nella resa del movimento. Di questo periodo (anni '90 dell'Ottocento) poche sono le opere note che tuttavia presentano i primi studi dell'artista nei confronti della luce a livello pittorico.
A seguito del trasferimento a Roma e del soggiorno parigino del '900 in occasione dell'Esposizione Universale, la sua ricerca pittorica matura in direzione di un linguaggio in cui divisionismo e postimpressionismo si fondono con massima libertà.
A questo periodo risale certamente l'esecuzione di quest'olio che rientra nella cospicua serie di ritratti eseguiti al suo ritorno dalla Francia. La bambina è assoluta protagonista del quadro e dialoga con il paesaggio retrostante grazie alla stesura pittorica libera, caratterizzata da tratti, virgole, punti. Di notevole interesse è inoltre il taglio compositivo scelto dall'artista: un'inquadratura fotografica che elimina i piedi per concentrarsi sul volto della bambina, di una espressività quasi estraniante.

Se vuoi saperne di più, consulta il catalogo del Museo e in particolare la scheda a cura di Aurora Scotti.

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