Il blog dei Musei Civici
di Varese
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varese-lapidario-estense01Tra i numerosi "ricordi marmorei" ospitati nel lapidario di Palazzo Estense di notevole interesse sono quelli dedicati alla memoria di due uomini, che diventeranno anche cognati, che hanno condiviso senso civico, patriottismo e la passione per il giornalismo. Il primo, realizzato nel 1904, è dedicato alla figura del mazziniano Giuseppe Bolchini. Arruolato volontario tra i Cacciatori delle Alpi al seguito di Garibaldi durante la II Guerra di Indipendenza, ottenne una medaglia al valore militare dopo un ferimento in battaglia. Impegnato nella carriera forense nello studio della famiglia Dalla Chiesa, fu anche giornalista militante dirigendo La Libertà e L'indicatore varesino. Morì nel 1903 e i suoi funerali videro grande partecipazione di cittadini e autorità locali. L'anno seguente, per volere dei circoli repubblicani varesini e dalle associazioni di reduci delle guerre d'indipendenza, fu inaugurata la lapide in sua memoria. Il ritratto in bronzo, di mano di Eugenio Pellini, è contraddistinto da veloci spatolate che rendono vibrante la materia, rimandando alle contemporanee sperimentazioni di Medardo Rosso. La lastra in marmo di Verona racchiude l'epigrafe dettata da Giulio Macchi che lo ricorda come "fiera anima repubblicana".

varese-lapidario-estense02Cognato di Bolchini, Federico Dalla Chiesa è ricordato invece nel lapidario con un busto in marmo. Patriota, avvocato, giornalista, scrittore e sindaco, l'illustre varesino si contraddistinse fin dagli anni del liceo quando decise di rientrare a Varese da Milano per arruolarsi volontario tra i garibaldini, impegnandosi con loro successivamente anche nella liberazione di Roma. Morì nel 1920 suscitando il cordoglio della cittadinanza e della Pubblica Amministrazione varesine. Il suo busto, anch'esso opera di Eugenio Pellini, venne inaugurato quattro anni dopo, a seguito di una sottoscrizione popolare. La posa dell'uomo lascia intuire la sua derivazione dal busto bronzeo di quasi vent'anni precedente conservato nei Musei Civici di Varese, dove tuttavia si nota ancora una materia trattata con quella velocità tipica del clima scapigliato di inizio Novecento che invece, nel busto marmoreo in oggetto, risulta essere fortemente semplificata e sintetizzata.

Se vuoi saperne di più, consulta le schede di queste opere a cura di Daniele Cassinelli e Serena Contini nel catalogo Il lapidario di Palazzo Estense a Varese. Storie di uomini e di eroi, a cura di Serena Contini, Varese, Comune di Varese, 2011

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