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Giuseppe Montanari, Colazione all'aperto, 1924

montanari colazione all aperto

Salendo al piano superiore del Castello di Masnago è possibile visitare la sala dedicata ai maestri dell'inizio del secolo scorso, testimonianze del gusto di gran parte dei collezionisti varesini e non, in un periodo in cui gli artisti esponevano regolarmente alle mostre annuali e biennali di Brera. È il caso del notaio Giuseppe Bonazzola che, attraverso il lascito deliberato nel 1977 dal Comune di Varese, ha arricchito notevolmente le collezioni civiche con opere di notevole interesse. È il caso di questa tavoletta (cm 40 x 35) di Giuseppe Montanari, nativo di Osimo ma frequentatore a Milano di quella straordinaria classe di pittura diretta da Tallone a Brera in cui si sono formati molti pittori di questa generazione. Dopo la guerra Montanari ha dimostrato la sua predilezione per una pittura morbida, definita da Modesti "personalissimo postimpressionismo", ancora lontana dalle rigorose istanze novecentiste che prevedevano l'impiego di colori bituminosi e di salde volumetrie, e che pur lo videro protagonista alla I mostra di Novecento Italiano alla Permanente di Milano nel 1926.

Ma in questo caso c'è qualcosa che sfugge dal punto di vista stilistico, almeno apparentemente, lasciando dunque spazio ad ipotesi suggestive. Nei primi anni Venti infatti Montanari era solito rappresentare un mondo intimo e familiare fotografando momenti semplici di vita quotidiana attraverso una pennellata veloce, condotta a larghe masse di colore che potrebbe far pensare a dei bozzetti pittorici. Tuttavia molte opere del suo catalogo presentano la scelta delle medesime soluzioni pittoriche e, in alcuni casi, perfino il titolo Bozzetto: perché non ipotizzare dunque che si tratti di precisa scelta stilistica senza far pensare ad una stesura preparatoria? Se cosi fosse, Colazione all'aperto sarebbe certo da considerare uno degli esempi più felici di questa peculiarissima produzione dell'artista marchigiano.

Se vuoi saperne di più, consulta il catalogo del Museo e in particolare la scheda a cura di Marta Mirra.

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