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Giovanni Migliara, Capriccio architettonico, 1815-1825 circa

G.Migliara Capriccio architettonico 1815 25circaGiunto nelle collezioni civiche varesine grazie al lascito di Luigi Villa, il dipinto dimostra la grande fama di cui la pittura di Giovanni Migliara godeva presso il ceto borghese. Nonostante manchino di fatto attestazioni documentarie specifiche è possibile ipotizzare che l’opera appartenga alla stagione iniziale dell’artista quando, abbandonata l’attività di scenografo a causa di una grave malattia polmonare, il giovane si dedicò soltanto alla pittura da cavalletto e alla miniatura. A quest’epoca risalgono dunque i cosiddetti “capricci”, ispirati all’omonimo genere della pittura veneziana settecentesca per esempio a firma di Canaletto, e che comunque caratterizzeranno anche tutta la sua produzione successiva. Il dipinto in questione tuttavia non raffigura una veduta veneziana ma un paesaggio agreste illuminato dal sole al tramonto. La pennellata veloce e abbreviata e la piccola scena di genere in primo piano dimostrano la capacità di Migliara di animare gli scorci architettonici restituendo vivacità e vitalità all’intera rappresentazione.


Se vuoi saperne di più, consulta il catalogo del Museo e in particolare la scheda a cura di Paolo Plebani

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