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masnago 1pianoCONOSCO & PARTECIPO racconta il nostro modo di lavorare con il pubblico adulto. Scoprite di seguito tutte le nostre proposte!

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Visite guidate e conferenze per i gruppi

Visitate i Musei Civici, che attraverso le opere d'arte raccontano la storia di Varese e del suo territorio.
Potrete inoltre conoscere il Sacro Monte, l'inimitabile paesaggio locale, i piccoli e grandi musei della città e del suo territorio, raccontati da guide abilitate o in una conferenza con storici dell'arte.

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 Visite guidate e conferenze

 


Raccontiamo il mondo dell'arte

Ai Musei troverete iniziative di carattere divulgativo, scientifico e ludico per conoscere le storie dell'arte.

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milano-cimitero-monumentaleIl Cimitero Monumentale l'ho esplorato con accuratezza all'epoca in cui lavoravo per l'Ospedale Maggiore di Milano.
L'ingresso che lo caratterizza funziona come una specie di cortina che separa la città dei vivi da quella dei morti: che si salgano le scale del famedio - la grande cappella centrale che ospita i milanesi meritevoli dell'onore di essere commemorati e additati ad esempio per i posteri -, che si attraversino le gallerie dove i monumenti sono fitti ed uno più suggestivo dell'altro, o che si oltrepassino gli archi al livello del terreno, l'emozione di trovarsi davanti a una città nella città fatta quasi esclusivamente di opere d'arte è sempre forte.

Per scoprire il Monumentale si può partire dalle opere di Lucio Fontana, di Medardo Rosso o ancora da quelle degli altri innumerevoli scultori che vi hanno lavorato - tra cui bisogna ricordare Enrico Butti, protagonista indiscusso della scultura al Cimitero di Milano.
È sempre fondamentale conoscere le storie che le opere d'arte raccontano, partendo magari dalla Donna Velata di Medardo, dove lo scultore mette in scena tutta la sua capacità di lavorare il bronzo in modo da fornire alla materia effetti di vaporosità e movimento.
Un altro esempio? La tomba Berardi, eseguita da un giovane Lucio Fontana nel 1930: appena tornato dall'Argentina l'artista realizza una scultura raffigurante l'industria e due paesaggi che echeggiano le coeve esperienze di Mario Sironi e Novecento Italiano.

La citazione nel titolo è tratta da Cime tempestose di Emily Brontë.

Per partecipare alle visite guidate in data 28 marzo e 26 aprile puoi contattare l'ufficio didattica del Castello all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Chi sono i membri dell'associazione segreta chiamata I 39 scalini e cosa sta cercando l'uomo senza la prima falange del dito mignolo? Cosa succederà alla Royal Albert Hall di Londra quando la sinfonia batterà il primo colpo di timpani? Che fine ha fatto la moglie del signor Thorwald? Cosa ha a che fare il caro vecchio zio Charlie con l'assassino di vedove che la polizia sta cercando in tutto il Paese? Quanto può costare una notte al Motel Bates appena fuori dall'autostrada? Da dove arrivano tutti questi uccelli e che cosa vogliono?

frammenti2015-alfred-hitchcockA incontrarlo per strada non l'avresti detto, ma quell'uomo sovrappeso, quell'inglese sempre in doppio petto, con l'aria bonaria e la battuta pronta ha riscritto le regole della paura. Sir Alfred Hitchcock: 150 kg, 56 film, una moglie per tutta la vita, nessun Oscar, una popolarità e un genio sconfinati, è stato uno dei più grandi registi della storia del cinema e un formidabile creatore di incubi. Quel genio e quegli incubi vi aspettano domani sera - giovedì 19 febbraio - alle 21 al Castello di Masnago. La seconda puntata di Frammenti d'Autore, il cinema incontra la paura sarà dedicata al maestro del brivido. Ci saranno tutti: assassini, spie, ladri, sabotatori, psicopatici e donne bellissime. Bionde, naturalmente. Non mancherete proprio voi?

mostra2015-blu-kleinDopo aver visitato la mostra aperta al Museo del Novecento dedicata a Yves Klein e Lucio Fontana riporto un paio di spunti.
La rassegna non è facile da visitare perché i curatori e la direzione del museo hanno scelto di collocare le opere, almeno in parte, all'interno del consueto percorso museale. Al visitatore quindi in alcuni passaggi è richiesto di fare grande attenzione a quello che sta osservando: detta così sembrerebbe un fatto normale ma sempre di più i percorsi delle mostre del vicino Palazzo Reale (Segantini valga da esempio) sono privi di un filo narrativo avvincente, così che il visitatore vede dei quadri, a volte anche straordinari, ma che non parlano fra loro.

Qui è l'esatto contrario fin dall'inizio, con un accostamento tra Fontana e Boccioni (quello del "Trittico degli stati d'animo") che è immediatamente eloquente.

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seicento-s.antonio-milanoCon l'idea che la mostra sul primo Seicento sia solo l'inizio di un percorso, suggerisco di visitare un luogo di Milano poco conosciuto.
La chiesa di Sant'Antonio abate si trova nel centro della città, a poche centinaia di metri dal Duomo, sulla strada che conduce alla Ca' Granda, l'antico Ospedale Maggiore, oggi sede dell'Università Statale.

A dispetto della facciata ottocentesca, incompiuta e piuttosto anonima, l'interno conserva perfettamente la sua decorazione secentesca, che stupisce il visitatore appena vi mette piede; infatti, come in molti edifici sacri di quel secolo, pittura e scultura decorano ogni centimetro con gusto straordinario per l'horror vacui e una visita a tutte le opere d'arte che vi si conservano potrebbe durare diverse ore. Gli artisti coinvolti in questo cantiere nel corso dei secoli sono quasi tutti di primo piano e - forse - non si può dire di conoscere davvero l'arte figurativa antica in Val Padana se non si è visitata questa chiesa.

Tra i tanti pittori che hanno lasciato una traccia in Sant'Antonio, due sono legati alla mostra ora allestita a Varese: Morazzone e Cairo.

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frammenti2015-s-kingTre serate sul cinema e la paura. Al Castello di Masnago. George Romero, Alfred Hitchcock e Stephen King. Tre serate sulla paura ed un concorso. Un gioco.

Porta tutti i libri di Stephen King che riesci a trovare! All'ultima sera, quella del 26 febbraio. Quella su Stephen King. Chi porta più libri di tutti vince un buono da 50 € da spendere nelle librerie Feltrinelli. Saccheggia la tua libreria, fatti aiutare dagli amici, dai parenti, dalla morosa. Vale tutto, tranne portare due copie dello stesso libro. Quello non si può.
Da Carrie a Mr. Mercedes, hai 70 libri, o giù di lì, per dimostrare di essere il fan numero uno del Re.

Il programma e tutte le informazioni sulla rassegna Frammenti d'autore, il cinema incontra la paura le trovate nel post appena sotto e qui.

frammenti2015-horror01Rimanere fermi in cima alle scale, con la mano sull'interruttore e la luce che non si accende in fondo alla cantina. Nessuno in casa. È quasi notte. Quanti anni abbiamo in quel momento? Quaranta o dieci farebbe differenza? Davvero?
Eppure: sale cinematografiche piene di gente che ha pagato per essere terrorizzata. Uno scrittore che è diventato multimilionario raccontando storie che tengono svegli la notte.
La paura è il più ambiguo dei nostri sentimenti. Un magnete respingente. Fatto di cose che sembrano contemporaneamente diverse ed uguali per ognuno di noi. Un mistero evidente.

Sembra però esserci una ricetta segreta della paura che alcuni grandi autori paiono possedere. La capacità di ricrearla dal nulla, come in laboratorio. Sono gli stessi che riempiono le sale e gli scaffali delle nostre librerie. A guardare il loro lavoro, a osservarlo da vicino, si ha l'impressione che il segreto non stia tanto nella scelta degli ingredienti, ma che debba essere più un fatto di quantità.
Una questione di dosaggio.

A febbraio, Frammenti d'Autore prenderà l'opera di tre maestri del brivido e proverà a guardarci dentro. Proverà a capire come il Cinema abbia saputo ricreare la paura declinandola in maniere differenti, ma raggiungendo sempre lo scopo.
Una serata dedicata a George Romero, una ad Alfred Hitchcock ed una a Stephen King e al cinema nato dalle sue storie.
Il 14, il 19 e il 26 febbraio. Al Castello di Masnago. Alle 21:00.

Che è come dire: Tre sere d'invero, nel castello in fondo al parco, niente tutto intorno. Solo voi, noi e la paura. Vi aspettiamo.

Consulta il programma Frammenti d'autore, il cinema incontra la paura

seicento-varese-24-gennaio-2015 00001Sabato mattina parcheggiare in centro non è stato facile, ma ne valeva la pena. Intanto il sole e un cielo dei più blu hanno premiato i numerosi visitatori.
Al ritrovo in Sala Veratti c'era più gente di quella che aveva prenotato, tanto per incominciare. E son soddisfazioni. Ma che bello vedere la sala dell'ex monastero di Sant'Antonino piena di persone attente e silenziose, con gli occhi pieni di curiosità.

Erika, dopo aver introdotto il periodo storico dei primi vent'anni del Seicento, ha illustrato le tele di Morazzone, al secolo Pier Francesco Mazzucchelli, di Francesco Cairo e di Giovan Stefano Danedi, detto il seicento-varese-24-gennaio-2015 00002Montalto, tutte provenienti da collezioni private e quindi esposte e visibili al pubblico solo eccezionalmente in questa piccola, preziosa mostra.

Ci ha spiegato gli effetti pittorici e simbolici della luce nell'Annunciazione, dell'uso dei panneggi a rappresentare l'afflato dello spirito.
Ci ha parlato della virtù di Lucrezia nell'antichità e di come Cairo fosse un tantino suggestionato da certi episodi di violenza, colti spesso dal suo abile pennello nel loro svolgimento.
E infine ci ha raccontato il gesto coraggioso di Giaele, che nella sua nudità ci colpisce non solo per la figura muscolosa e quasi mascolina, a rappresentare l'immane sforzo che la aspetta, ma anche per lo sguardo volto al cielo, in cerca della forza e dell'ispirazione necessarie per compiere il gesto violento che libererà il suo popolo.

Il gruppone si è poi spostato compatto e celere lungo via Broggi per raggiungere e ammirare il chiostro di Sant'Antonino, bellissimo nella luce del mezzogiorno.

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Lo scorso dicembre, accompagnato dall'architetto Carlo Mariani, che ha seguito l'impresa del restauro, ho visitato il Santuario di Saronno salendo sul ponteggio che occupa la cupola e ho avuto la grande fortuna di vedere "a un palmo di naso" l'affresco di Gaudenzio Ferrari.

gaudenzio-ferrari-saronnoGaudenzio fu a Saronno tra 1534 e 1536 e qui lasciò un vero e proprio capolavoro di cui non si riesce ad avere contezza se non osservandolo da vicino.
Infatti da terra il nugolo di angeli musicanti, la scultura in legno del Dio padre e la corona di putti danzanti componevano - almeno prima del restauro - un affollamento fitto e indistinguibile: un effetto inedito per un maestro della decorazione a fresco come Gaudenzio, che a Varallo è riuscito a restituire armonie magiche a spazi ben più articolati di quello della cupola di Saronno.
Però salendo a oltre dieci metri da terra, mano a mano che i fari del cantiere si accendono, prendono forma gli angeli di Gaudenzio e si rimane senza fiato, perché ogni figura funziona come un dipinto a sé, quasi fosse una tavola per un collezionista privato dai gusti raffinatissimi.
Non stupisce solo la varietà degli strumenti raffigurati - moltissimi veri, alcuni di fantasia - quanto la molteplicità dell'invenzione nelle pose, nelle espressioni dei volti e nei panneggi: insomma la capacità incredibile che aveva Gaudenzio nel dipingere. E qui il termine incredibile sta proprio per "impossibile da credere".

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seicento-varese-03Il Seicento a Varese è prima di tutto il Morazzone, un pittore che ha saputo dare vita a una vera e propria "lingua figurativa" caratteristica di Varese e parlata all'inizio di quel secolo in tutta l'area che si stende a nord di Milano.
Dovendo raccontare un linguaggio figurativo è naturale farlo per immagini, e allora per realizzare il catalogo della mostra (edizioni Lativa, 12 euro) ho iniziato a lavorare proprio scattando con l'aiuto del fotografo numerose immagini inedite.

La macchina fotografica è entrata in San Vittore, che per un pomeriggio intero si è trasformato in un set, e poi nella settima cappella del Sacro Monte, quella affrescata proprio da Morazzone. Qui la cosa che si nota immediatamente è che il pittore ha decorato con particolari strepitosi anche le pareti invisibili al pubblico dei fedeli, che sono obbligati ad osservare dall'esterno.

seicento-varese-02Le immagini realizzate sono pubblicate quasi tutte nel libro, ma vale la pena di proiettarle - con anche qualche dettaglio inedito e raccontarle una per una: lo farò al Castello di Masnago sabato 10 gennaio, alle 11 di mattina.

 

Sabato 10 gennaio alle ore 11

PRESENTAZIONE DEL CATALOGO DELLA MOSTRA "LA LUCE DEL PRIMO SEICENTO"

in corso in Sala Veratti fino al 15 febbraio

Ingresso libero, parcheggio in via Monguelfo

Per info tel. 0332.820409

 

"Non è di bisogno fare memoria delle femmine, perché sono di piccola età: quando sarà il tempo del maritare, se vengono a quello istato, allora ne faremo memoria". Con queste parole appuntate nel suo libro di ricordi Giovanni Morelli, membro dell'élite fiorentina vissuto tra la fine del XIV e la prima metà del XV secolo, ben ci introduce alla condizione delle donne di ceto elevato nel Rinascimento. Non solo affiora la dimessa rassegnazione all'elevata mortalità infantile che non risparmiava neppure le famiglie agiate, ma rivela il ruolo delle figlie femmine considerate merce da immettere sul mercato matrimoniale. L'obbligo di doverle munire di una cospicua dote, che andava a intaccare il patrimonio familiare, induceva infatti il padre a trarne vantaggio tentando in tutti i modi di combinare un matrimonio che gli consentisse di stringere legami con potenti lignaggi. Si trattava di negoziazioni vere e proprie che implicavano la stesura di un contratto matrimoniale, suggellato tra il padre della promessa sposa e il futuro marito, la celebrazione delle nozze in presenza di un notaio e testimoni, la stima da parte di professionisti degli oggetti portati in dote dentro i cassoni nuziali dalla moglie.

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