Il blog dei Musei Civici
di Varese
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masnago 1pianoCONOSCO & PARTECIPO racconta il nostro modo di lavorare con il pubblico adulto. Scoprite di seguito tutte le nostre proposte!

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Visite guidate e conferenze per i gruppi

Visitate i Musei Civici, che attraverso le opere d'arte raccontano la storia di Varese e del suo territorio.
Potrete inoltre conoscere il Sacro Monte, l'inimitabile paesaggio locale, i piccoli e grandi musei della città e del suo territorio, raccontati da guide abilitate o in una conferenza con storici dell'arte.

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museidivarese visite gruppi
 Visite guidate e conferenze

 


Raccontiamo il mondo dell'arte

Ai Musei troverete iniziative di carattere divulgativo, scientifico e ludico per conoscere le storie dell'arte.

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2018 veratti mutazioni  2018 v.baragiola abyssi locandina 
 Sala Veratti
Mostra Mutazioni
 Villa Baragiola
Mostra Abyssi
   
   
2018 masnago art spaces locandina  
Castello di Masnago
Art Spaces
 

 


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2015mostra-leonardo 00003Durante lo scorso autunno la sala conferenze del Castello di Masnago ha ospitato importanti studiosi che hanno parlato di "Leonardo e altre storie". L'intenzione era quella di introdurre i partecipanti, anche attraverso visite guidate al Cenacolo, al grande evento in programma per la primavera 2015: la mostra monografica dedicata a Leonardo a Palazzo Reale.

2015mostra-leonardo 00001Il 15 aprile - data di nascita di Leonardo - è arrivato e l'esposizione ha aperto i suoi battenti nell'entusiasmo e nella curiosità generale di tutti coloro che ne hanno seguito la preparazione. Tra aspettative disattese (l'Annunciazione degli Uffizi che alla fine non è proprio arrivata nonostante le lunghe trattative e gli illustri interventi), desideri impossibili (i visitatori in mostra chiedono immancabilmente alle guide perché non sia stata prestata la Gioconda!) e arrivi di tutto rispetto (tra gli altri prestiti da Parigi, Washington e dalle collezioni reali inglesi), le opere in mostra illustrano il percorso dell'artista in modo tematico, affrontando in dodici sezioni le ambizioni, i risultati e gli studi del grande genio toscano.

Universalmente noto in questi termini, Leonardo è stato infatti identificato come figura perfetta per simboleggiare l'attività e la storia italiane proprio negli stessi mesi in cui i padiglioni di Expo stanno accogliendo visitatori da tutto il mondo. Da qui dunque la scelta dei curatori Maria Teresa Fiorio e Pietro C. Marani di ragionare sulla sua figura, in un modo non scontato ma allo stesso tempo chiaro anche per i "non addetti ai lavori", proponendo oltre 200 opere tra disegni, quadri, schizzi, talvolta accostandoli ad opere di altri artisti del Quattrocento toscano al fine di individuare analogie e relazioni utili a costruire un quadro completo della straordinaria situazione che si venne a creare in quegli anni in cui la corte medicea era paragonabile ad una grande officina laboriosa, ricca di stimoli e influenze.

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a cura della Pinacoteca Züst di Rancate (Mendrisio)

1.mccouch-paesaggio-con-ciclista-1920La Pinacoteca Züst continua la sua indagine su artisti operanti nel territorio del Canton Ticino con una monografica dedicata a Gordon Mc Couch (1885-1956), un pittore ancora oggi poco conosciuto nonostante alcune esposizioni gli siano state dedicate anche di recente. La mostra, curata da Claudio Guarda, permette di seguire tutte le fasi del suo percorso artistico, con una particolare attenzione al momento più intenso e innovativo, grossomodo dal 1915 al 1935: un cammino che, anziché procedere lungo una linea prettamente evolutiva, sembra effettuare rapidi cambiamenti di rotta.

2.mccouch-lilia-924Dopo una formazione di respiro internazionale svolta tra America e Germania, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale il pittore si trasferisce a Zurigo, per approdare ad Ascona nel 1917, dove trascorrerà il resto della sua vita. Cofondatore e membro del gruppo dell' "Orsa Maggiore", nel 1941, dopo il suo scioglimento, diventa membro della Società Amici delle Belle Arti di Ascona con cui espone regolarmente. Per un certo periodo svolge anche attività di architetto progettando alcune case.

La rassegna, che allinea una quarantina di oli e una ventina di carte tra acquarelli, incisioni e monotipie, non dà solo conto delle varietà di tecniche con cui egli si è espresso, ma evidenzia soprattutto il passaggio da una prima fase più dichiaratamente sperimentale e interessata all'acquisizione dei linguaggi avanguardistici (in particolare espressionismo e cubismo) a una seconda, a partire dai primi anni Trenta, in cui l'aggravarsi della situazione internazionale ed il progressivo isolamento della Svizzera lo porteranno verso una sorta di intimistico ripiegamento sul territorio e sull'uomo che lo abita.

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2015mostra-giudici-004-basileSarà visitabile fino al 10 maggio la mostra "AD ARTE, PER L'ARTE. Roberto Giudici, una vita dedicata alla stampa d'autore", l'ampia rassegna espositiva che il Comune di Varese, in collaborazione col Settore Arti Visive del Comitato Culturale JRC di Ispra, ha deciso di dedicare all'eccellente stampatore d'arte varesino che in trentacinque anni di attività ha realizzato grafiche d'autore per conto dei più noti artisti contemporanei del panorama italiano e non solo.

Il suo laboratorio di Biumo Superiore è un luminoso esempio di quell'artigianato artistico che per i tempi moderni è ormai una rarità; il mestiere che Roberto Giudici porta avanti con entusiasmo e dedizione richiede anni di studio e di esperienza, competenze tecniche e doti umane come la pazienza e la perseveranza, nonché la capacità di interpretare il pensiero dell'artista e di tradurlo con la massima fedeltà. Nel rispetto della tradizione artigianale della grafica d'autore, lo stampatore esegue più copie dall'originale insieme ed in collaborazione con l'autore, utilizzando esclusivamente procedure manuali attraverso tecniche antiche quali l'acquaforte, la litografia, la xilografia, la serigrafia e l'acquatinta.

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Medardo Rosso - La luce e la materia - veduta della mostra presso la GAM, Milano 2015
photo Fabrizio Stipari-24 Ore Cultura


Una mostra onesta, finalmente. Un percorso che presenta esattamente quanto promette.

Una mostra piccola, cinque sale soltanto. Spazi che si visitano senza stancarsi, né fisicamente, né intellettualmente.
Una mostra di scultura e di fotografia. Medardo Rosso si è occupato di entrambe indagandone i rapporti. Torinese d'origine ma milanese prima e poi parigino d'adozione, Medardo Rosso ha lavorato durante quel periodo straordinario a cavallo tra i due secoli che hanno visto nascere le esperienze impressioniste e postimpressioniste. Impossibile tracciare in mostra un percorso cronologico, poiché ha ripreso le stesse sculture più volte, o tematico, data la sua totale indifferenza nei confronti del soggetto di cui variava perfino il titolo: una mostra sui materiali dunque, come ha sottolineato la curatrice Paola Zatti, per meglio comprendere le molteplici capacità espressive di cera, bronzo, gesso e le peculiari scelte dello scultore. Le sue sculture non dovevano essere guardate a 360°: Medardo imponeva all'osservatore un unico punto di vista, il suo punto di vista, indicato nelle fotografie in cui lui stesso immortalava le sue opere. Medardo Rosso amava definirsi "scultore della luce" o "scultore impressionista" a sottolineare ulteriormente l'importanza degli effetti di luce sulla materia da lui lavorata.

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milano-cimitero-monumentaleIl Cimitero Monumentale l'ho esplorato con accuratezza all'epoca in cui lavoravo per l'Ospedale Maggiore di Milano.
L'ingresso che lo caratterizza funziona come una specie di cortina che separa la città dei vivi da quella dei morti: che si salgano le scale del famedio - la grande cappella centrale che ospita i milanesi meritevoli dell'onore di essere commemorati e additati ad esempio per i posteri -, che si attraversino le gallerie dove i monumenti sono fitti ed uno più suggestivo dell'altro, o che si oltrepassino gli archi al livello del terreno, l'emozione di trovarsi davanti a una città nella città fatta quasi esclusivamente di opere d'arte è sempre forte.

Per scoprire il Monumentale si può partire dalle opere di Lucio Fontana, di Medardo Rosso o ancora da quelle degli altri innumerevoli scultori che vi hanno lavorato - tra cui bisogna ricordare Enrico Butti, protagonista indiscusso della scultura al Cimitero di Milano.
È sempre fondamentale conoscere le storie che le opere d'arte raccontano, partendo magari dalla Donna Velata di Medardo, dove lo scultore mette in scena tutta la sua capacità di lavorare il bronzo in modo da fornire alla materia effetti di vaporosità e movimento.
Un altro esempio? La tomba Berardi, eseguita da un giovane Lucio Fontana nel 1930: appena tornato dall'Argentina l'artista realizza una scultura raffigurante l'industria e due paesaggi che echeggiano le coeve esperienze di Mario Sironi e Novecento Italiano.

La citazione nel titolo è tratta da Cime tempestose di Emily Brontë.

Per partecipare alle visite guidate in data 28 marzo e 26 aprile puoi contattare l'ufficio didattica del Castello all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Chi sono i membri dell'associazione segreta chiamata I 39 scalini e cosa sta cercando l'uomo senza la prima falange del dito mignolo? Cosa succederà alla Royal Albert Hall di Londra quando la sinfonia batterà il primo colpo di timpani? Che fine ha fatto la moglie del signor Thorwald? Cosa ha a che fare il caro vecchio zio Charlie con l'assassino di vedove che la polizia sta cercando in tutto il Paese? Quanto può costare una notte al Motel Bates appena fuori dall'autostrada? Da dove arrivano tutti questi uccelli e che cosa vogliono?

frammenti2015-alfred-hitchcockA incontrarlo per strada non l'avresti detto, ma quell'uomo sovrappeso, quell'inglese sempre in doppio petto, con l'aria bonaria e la battuta pronta ha riscritto le regole della paura. Sir Alfred Hitchcock: 150 kg, 56 film, una moglie per tutta la vita, nessun Oscar, una popolarità e un genio sconfinati, è stato uno dei più grandi registi della storia del cinema e un formidabile creatore di incubi. Quel genio e quegli incubi vi aspettano domani sera - giovedì 19 febbraio - alle 21 al Castello di Masnago. La seconda puntata di Frammenti d'Autore, il cinema incontra la paura sarà dedicata al maestro del brivido. Ci saranno tutti: assassini, spie, ladri, sabotatori, psicopatici e donne bellissime. Bionde, naturalmente. Non mancherete proprio voi?

mostra2015-blu-kleinDopo aver visitato la mostra aperta al Museo del Novecento dedicata a Yves Klein e Lucio Fontana riporto un paio di spunti.
La rassegna non è facile da visitare perché i curatori e la direzione del museo hanno scelto di collocare le opere, almeno in parte, all'interno del consueto percorso museale. Al visitatore quindi in alcuni passaggi è richiesto di fare grande attenzione a quello che sta osservando: detta così sembrerebbe un fatto normale ma sempre di più i percorsi delle mostre del vicino Palazzo Reale (Segantini valga da esempio) sono privi di un filo narrativo avvincente, così che il visitatore vede dei quadri, a volte anche straordinari, ma che non parlano fra loro.

Qui è l'esatto contrario fin dall'inizio, con un accostamento tra Fontana e Boccioni (quello del "Trittico degli stati d'animo") che è immediatamente eloquente.

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seicento-s.antonio-milanoCon l'idea che la mostra sul primo Seicento sia solo l'inizio di un percorso, suggerisco di visitare un luogo di Milano poco conosciuto.
La chiesa di Sant'Antonio abate si trova nel centro della città, a poche centinaia di metri dal Duomo, sulla strada che conduce alla Ca' Granda, l'antico Ospedale Maggiore, oggi sede dell'Università Statale.

A dispetto della facciata ottocentesca, incompiuta e piuttosto anonima, l'interno conserva perfettamente la sua decorazione secentesca, che stupisce il visitatore appena vi mette piede; infatti, come in molti edifici sacri di quel secolo, pittura e scultura decorano ogni centimetro con gusto straordinario per l'horror vacui e una visita a tutte le opere d'arte che vi si conservano potrebbe durare diverse ore. Gli artisti coinvolti in questo cantiere nel corso dei secoli sono quasi tutti di primo piano e - forse - non si può dire di conoscere davvero l'arte figurativa antica in Val Padana se non si è visitata questa chiesa.

Tra i tanti pittori che hanno lasciato una traccia in Sant'Antonio, due sono legati alla mostra ora allestita a Varese: Morazzone e Cairo.

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frammenti2015-s-kingTre serate sul cinema e la paura. Al Castello di Masnago. George Romero, Alfred Hitchcock e Stephen King. Tre serate sulla paura ed un concorso. Un gioco.

Porta tutti i libri di Stephen King che riesci a trovare! All'ultima sera, quella del 26 febbraio. Quella su Stephen King. Chi porta più libri di tutti vince un buono da 50 € da spendere nelle librerie Feltrinelli. Saccheggia la tua libreria, fatti aiutare dagli amici, dai parenti, dalla morosa. Vale tutto, tranne portare due copie dello stesso libro. Quello non si può.
Da Carrie a Mr. Mercedes, hai 70 libri, o giù di lì, per dimostrare di essere il fan numero uno del Re.

Il programma e tutte le informazioni sulla rassegna Frammenti d'autore, il cinema incontra la paura le trovate nel post appena sotto e qui.

frammenti2015-horror01Rimanere fermi in cima alle scale, con la mano sull'interruttore e la luce che non si accende in fondo alla cantina. Nessuno in casa. È quasi notte. Quanti anni abbiamo in quel momento? Quaranta o dieci farebbe differenza? Davvero?
Eppure: sale cinematografiche piene di gente che ha pagato per essere terrorizzata. Uno scrittore che è diventato multimilionario raccontando storie che tengono svegli la notte.
La paura è il più ambiguo dei nostri sentimenti. Un magnete respingente. Fatto di cose che sembrano contemporaneamente diverse ed uguali per ognuno di noi. Un mistero evidente.

Sembra però esserci una ricetta segreta della paura che alcuni grandi autori paiono possedere. La capacità di ricrearla dal nulla, come in laboratorio. Sono gli stessi che riempiono le sale e gli scaffali delle nostre librerie. A guardare il loro lavoro, a osservarlo da vicino, si ha l'impressione che il segreto non stia tanto nella scelta degli ingredienti, ma che debba essere più un fatto di quantità.
Una questione di dosaggio.

A febbraio, Frammenti d'Autore prenderà l'opera di tre maestri del brivido e proverà a guardarci dentro. Proverà a capire come il Cinema abbia saputo ricreare la paura declinandola in maniere differenti, ma raggiungendo sempre lo scopo.
Una serata dedicata a George Romero, una ad Alfred Hitchcock ed una a Stephen King e al cinema nato dalle sue storie.
Il 14, il 19 e il 26 febbraio. Al Castello di Masnago. Alle 21:00.

Che è come dire: Tre sere d'invero, nel castello in fondo al parco, niente tutto intorno. Solo voi, noi e la paura. Vi aspettiamo.

Consulta il programma Frammenti d'autore, il cinema incontra la paura

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