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seicento-varese-24-gennaio-2015 00001Sabato mattina parcheggiare in centro non è stato facile, ma ne valeva la pena. Intanto il sole e un cielo dei più blu hanno premiato i numerosi visitatori.
Al ritrovo in Sala Veratti c'era più gente di quella che aveva prenotato, tanto per incominciare. E son soddisfazioni. Ma che bello vedere la sala dell'ex monastero di Sant'Antonino piena di persone attente e silenziose, con gli occhi pieni di curiosità.

Erika, dopo aver introdotto il periodo storico dei primi vent'anni del Seicento, ha illustrato le tele di Morazzone, al secolo Pier Francesco Mazzucchelli, di Francesco Cairo e di Giovan Stefano Danedi, detto il seicento-varese-24-gennaio-2015 00002Montalto, tutte provenienti da collezioni private e quindi esposte e visibili al pubblico solo eccezionalmente in questa piccola, preziosa mostra.

Ci ha spiegato gli effetti pittorici e simbolici della luce nell'Annunciazione, dell'uso dei panneggi a rappresentare l'afflato dello spirito.
Ci ha parlato della virtù di Lucrezia nell'antichità e di come Cairo fosse un tantino suggestionato da certi episodi di violenza, colti spesso dal suo abile pennello nel loro svolgimento.
E infine ci ha raccontato il gesto coraggioso di Giaele, che nella sua nudità ci colpisce non solo per la figura muscolosa e quasi mascolina, a rappresentare l'immane sforzo che la aspetta, ma anche per lo sguardo volto al cielo, in cerca della forza e dell'ispirazione necessarie per compiere il gesto violento che libererà il suo popolo.

Il gruppone si è poi spostato compatto e celere lungo via Broggi per raggiungere e ammirare il chiostro di Sant'Antonino, bellissimo nella luce del mezzogiorno.

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seicento-varese-24-gennaio-2015 00004Da lì lungo il Corso ci siamo portati in piazza San Vittore, per uno sguardo esterno alla Basilica e al "Bernascone", opera del noto architetto che gli ha dato il nome. Indispensabile una lunga sosta all'interno per osservare la rivoluzionaria Maddalena portata in cielo dagli angeli di Morazzone e quella pietra miliare che è la Messa di San Gregorio del Cerano.
Tutti incantati ad ascoltare, per capire l'insolita visione del santo, che ha posto in un angolo il piano della realtà, con l'altare e la messa, e in primo piano il sogno, con i tre regni dell'aldilà, dove, pur fra la disperazione dei dannati, ha saputo infondere dolcezza ai meravigliosi angeli - che ricordano i cori di Saronno del Maestro, Gaudenzio Ferrari - con ali piumate di incredibile naturalismo e splendidi colori.

 

 

 

 

 

 

seicento-varese-24-gennaio-2015 00006La gentile Luisa - a lei grazie davvero, anche per la collaborazione in occasione del set fotografico in San Vittore, di cui si godono le belle immagini nel libro in vendita in Sala Veratti a 12 Euro - che si occupa della Basilica ma anche di Sant'Antonio alla Motta, ci ha permesso di accedere alla piccola chiesa del centro che ha appena festeggiato il suo patrono.
Sarebbe stato davvero un peccato non poterne ammirare l'interno, la tela di Giovanni Lanfranco e i meravigliosi dettagli che decorano il soffitto.

La visita è durata due ore abbondanti e malgrado si fosse fatto tardi quasi nessuno si è allontanato prima della fine, per non perdersi neanche una delle preziosità, misconosciute, racchiuse nelle chiese varesine.

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