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Pensavate di sapere tutto sul Rinascimento? La mostra "Doni d'amore", allestita presso la Pinacoteca Cantonale Giovanni Züst di Rancate (Mendriso CH), offre uno sguardo sul periodo rinascimentale da una prospettiva insolita, tutta al femminile. Protagonista è un'ampia selezione di oggetti preziosi e talvolta enigmatici, relativi ai tre momenti salienti della vita di una donna di alto rango tra fine Trecento e Cinquecento.

 

doni damore valvadispecchioLa mostra si apre con due tavolette da soffitto, raffiguranti i volti di due giovani sposi, i quali assumono emblematicamente il ruolo di protagonisti nella storia che si dipana lungo i tre piani espositivi.

La prima sezione, dedicata al Fidanzamento, raccoglie un nutrito campionario di doni che l'uomo inviava alla promessa sposa nel tempo che intercorreva tra il "giorno delle giure" e la data del matrimonio. Tra questi spicca una serie di oggetti in avorio – pettini, bastoncini discriminatoi, custodie per specchi – connotati da una chiara valenza erotica sia in riferimento alla materia eburnea (metafora dell'incarnato femminile, bianco e levigato) sia per la stretta relazione con l'intimità della toeletta.

 

Nella sezione dedicata al Matrimonio a fare la parte del leone sono i sontuosi cassoni nuziali che il padre della sposa faceva approntare per la figlia dopo aver stipulato l'accordo con il futuro marito. Destinati ad accogliere il corredo nuziale, tali cassoni – sempre nel numero di due come la coppia dei coniugi – avrebbero sfilato in corteo dalla casa del padre a quella dello sposo, esibendo pubblicamente gli stemmi delle famiglie unitesi in matrimonio.

doni damore cassone

Altre curiosità ci attendono nell'ultima sezione, dedicata alla Nascita, come le teste di zibellino donate alle giovani spose quale augurio di fecondità (con riferimento letterario alle Metamorfosi di Ovidio), le stoviglie destinate a servire il primo pasto corroborante alla puerpera o i ferri per cialde impiegati per cuocere dolci recanti gli stemmi famigliari, da offrire ad esempio in occasione del battesimo di un erede.

L'esposizione è resa ancora più interessante dal confronto stringente tra i manufatti e alcuni dipinti coevi in cui i medesimi oggetti fanno mostra di sé. Uno in particolare, la Natività della Vergine di Gaudenzio Ferrari (1524-25, tempera su tela) mostra Sant'Anna in procinto di sorbire un uovo, oltre a un campionario di figure femminili intente nelle più svariate faccende che seguono il momento del parto.

doni damore g.ferrari

La mostra "Doni d’amore. Donne e rituali nel Rinascimento", a cura di Patricia Lurati, è visitabile fino all'11 gennaio 2015.

La prossima visita guidata a cura della Cooperativa SULL'ARTE si terrà sabato 3 gennaio alle ore 15.

 

Dall'alto:
1. L'inaugurazione della mostra con la curatrice Patricia Lurati.
2. Manifattura francese, Valva di custodia per specchio con "Assalto al castello di Amore", prima metà XIV secolo - Firenze, Museo Nazionale del Bargello.
3. Manifattura fiorentina, Forziere nuziale con arme della famiglia Strozzi, ultimo quarto XV secolo, legno, pergamena, tempera, cuoio, oro, ferro - Grassina (FI), collezione Carlotta Buschi d'Anna.
4. Gaudenzio Ferrari, Natività della Vergine, 1524-25, tempera su tela - Morbegno, santuario dell'Assunta.

 

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