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In poche parole e tre immagini, ecco raccontati i dipinti che potete vedere in Sala Veratti.

L'Annunciazione di Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone, è un dipinto realizzato a olio su tela recentemente restaurato dalla Fondazione IRCSS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico. L'opera ha così ritrovato i toni coloristici squillanti tipici dell'artista e presenti anche negli affreschi che ha realizzato a Varese, tanto più che il quadro in mostra dovrebbe risalire agli stessi anni in cui il pittore fu impegnato al Sacro Monte di Varese, dove ha decorato la VII cappella. Questa fu eseguita tra 1607 e il 1609 e fu la prima a essere terminata dell'intera Via Sacra. Le scene affrescate dal Mazzucchelli raffigurano Gesù condotto davanti a Caifa, Pilato presenta Cristo e Barabba al popolo e, infine, Gesù spogliato e trascinato verso la flagellazione; le sculture sono un unicum, almeno per lo stile caricaturale, e rappresentano la scena della Flagellazione.

Pochi anni prima, nel 1597, Morazzone aveva inaugurato la sua carriera tra Lombardia e Piemonte affrescando la volta della Cappella del Rosario in San Vittore, un ambiente in cui è splendida la decorazione a stucco, eseguita da plasticatori attivi in quegli anni anche al Duomo di Como; nella stessa cappella il pittore lavorerà alcuni anni dopo, quando nella Basilica di Varese saranno già arrivati anche i capolavori di Cerano e Giovanni Lanfranco.

Sempre in San Vittore nel 1611 Morazzone lascia un dipinto destinato a fare scuola per tutto il Seicento come la Maddalena sollevata in cielo dagli angeli.

 

La luce del primo Seicento a Varese: Morazzone, Cairo e Montalto

In Sala Veratti, fino al 15 febbraio | da martedì a domenica, 9.30/12.30 - 14.00/18.00

Ingresso libero

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