Il blog dei Musei Civici
di Varese
a cura di SULL'ARTE

 

STEMMA H colore comune

 

varesecultura

 

sullarte     

 

 

 

Seguici anche suinstagram

 

fo-2015-03-27-002Il paese dei Mezaràt è un libro pubblicato da Feltrinelli nel 2002, a cura di Franca Rame, in cui Dario Fo racconta, dichiaratamente, un "frammento" della sua infanzia.
È un racconto ricchissimo, pieno di accelerate, aneddoti buffi ed episodi tragici.
È un libro che si legge d'un fiato e che rischia di commuovere parecchio, soprattutto se siete nati in questa terra di mezzo tra la Svizzera, le montagne e il lago e se avete a che fare, per gran parte del vostro tempo, con le parole, e delle parole e di chi ben le sa usare subìte il fascino.
Se poi avete un'età per cui Dario Fo potrebbe essere vostro nonno, il gioco – bellissimo e sentimentale – è fatto.

Buona lettura, quindi.

Leggi tutto...

"Trovo l'ispirazione nelle cose più semplici. Il piatto in cui un contadino mangia la minestra mi piace molto di più che non i piatti ridicolmente preziosi dei ricchi.
L'arte mi commuove sempre. È un'arte priva di inganni e di artifizi, che va dritta allo scopo. Sorprende ed è tanto ricca di possibilità. [...]

miro1Considero il mio studio come un orto. Laggiù ci sono dei carciofi. Qui delle patate. Bisogna tagliare le foglie perché crescano i frutti. A un certo momento bisogna potare.
Lavoro come un giardiniere o come un vignaiolo. Le cose maturano lentamente. Il mio vocabolario di forme, per esempio, non l'ho certo scoperto di colpo. Si è formato quasi mio malgrado.
Le cose seguono il loro corso naturale. Crescono, maturano. Bisogna innestare; bisogna irrigare, come per l'insalata. Maturano nel mio spirito. [...]

miro2

Leggi tutto...

cortisonici2015 001Siamo tornati, e ci siamo portati pure gli amici.
Il piatto, per questa dodicesima edizione del Festival di Cortometraggi di Varese, è decisamente ricco e multicolore.
Come un burrito con skilandis e mariscos. O un'amatriciana con senape e asado (che chissà che porcata, ma diciamo che siamo curiosi...). E se a servire fosse un cyborg con la maschera da luchador? E a tavola ci fosse un geniale comico abruzzese dalla testa perfettamente sferica, scortato da due nerboruti rugbisti?

Procediamo con ordine, che è meglio.
Cortisonici Sei Nazioni è un concorso internazionale di cortometraggi, che si svolgerà a Varese tra il 12 e il 16 maggio 2015 e vedrà sfidarsi opere provenienti da Argentina, Germania, Italia, Lituania, Messico e Spagna.
Ciascuno dei sei paesi sarà presente con uno o più delegati, tra i quali i registi dei corti in gara, e un evento – musicale e gastronomico – dedicato.

Lo spirito e le modalità della competizione sono prese dal rugby: si tratta di un vero e proprio torneo, dove l'attaccamento alla maglia e l'agonismo giocano un ruolo fondamentale. Così come il terzo tempo, incarnazione ideale della filosofia di Cortisonici. Non a caso, da questa affinità, con l'edizione 2015 si sono concretizzate una serie di connessioni con Rugby Varese, che hanno dato vita tra le altre cose alle grafiche ufficiali del festival.

Leggi tutto...

Questa volta il nostro "paese delle meraviglie" si chiamava BolognaFiere...

2015fiera-bologna 00001È da qualche tempo ormai che ci occupiamo di fiabe, storytelling e consigli di lettura. Così abbiamo pensato che fosse giunto il momento di fare una capatina tra gli stand di BOLOGNA CHILDREN'S BOOK FAIR - ovvero la Fiera del Libro per Ragazzi - che da oltre cinquant'anni si propone come l'appuntamento internazionale più importante per quanti si occupano di editoria per bambini e ragazzi.

Quale occasione migliore se non il 2015, anno in cui lo straordinario personaggio uscito dalla fantasia di Lewis Carrol compie 150 anni! Oltre ad eventi, laboratori e conferenze a tema, la mostra "Alice nei libri" proponeva un'interessante panoramica su quanto di meglio è stato prodotto dal mondo dell'illustrazione sul capolavoro di Carroll, dalle prime edizioni illustrate di Tenniel fino ai contemporanei.

2015fiera-bologna 00005

Leggi tutto...

casula-005Finalmente i nostri ragazzi hanno presentato il risultato finale del loro progetto: 3 novelle al museo- interventi teatrali liberamente tratti dal Decameron di Boccaccio. Alle 16.30 di sabato 28 marzo - orario del primo spettacolo - molte persone si aggiravano nel cortile del Castello inconsapevoli di cosa sarebbe successo. A un certo punto Sharon irrompe allarmata chiedendo agli altri dove sia finita la loro compagna Chiara; tutti, compresi gli spettatori, si aggirano per le sale del museo seguendo i ragazzi che finalmente trovano Chiara nella Sala degli Svaghi. Si è recata lì per un malinteso poiché il ritrovo tra gli studenti doveva essere in un'altra sala. Tutti si rendono conto che sono rimasti chiusi dentro il Castello e non sapendo che fare, sollecitati da Tatiana, iniziano a leggere alcune novelle e a sceneggiarle. Tutto quanto fa ovviamente parte della finzione scenica e i ragazzi, in chiave contemporanea e interpretando se stessi, si rifanno al testo del Decameron per cui dieci giovani nel 1348 si ritrovano chiusi in una villa non lontano da Firenze per sfuggire alla peste.

Leggi tutto...

varese-libro-scultura"Le statue sono documenti che provano come bella tra noi siasi sempre conservata l'arte dello scolpire in legno".
Le parole di Luigi Brambilla, erudito varesino dell'Ottocento, non lasciano spazio a dubbi: Varese era una capitale della scultura lignea, probabilmente dall'epoca medioevale e sicuramente dal 1470, quando al Santuario di Santa Maria del Monte vennero chiamati alcuni tra i più grandi artisti dell'epoca per realizzare un altare completamente in legno che oggi purtroppo non esiste più, se non fosse per alcune parti - magnifiche - che si sono conservate.

Due grandi bassorilievi sono esposti al Museo del Castello Sforzesco di Milano e due sono conservati - purtroppo nascosti - presso il convento delle madri Romite ambrosiane del Sacro Monte.

Leggi tutto...

I ragazzi del Casula raccontano la loro esperienza al castello...

casula-003"Questo sarà l'ultimo appuntamento sul blog :(
Abbiamo passato tre settimane di lavoro e completato il percorso teatrale che si concluderà con lo spettacolo del 28 marzo. Che dire, la nostra è stata proprio una bella avventura! Ormai conosciamo il Castello come se fosse casa nostra e abbiamo lavorato come sempre in armonia e sempre in un'atmosfera serena e divertente. Dario, Cristina e Daniele Cassinelli erano sempre con noi, ci hanno supervisionato durante tutto il periodo di stage e pensiamo che siano orgogliosi del nostro lavoro. Il lavoro di marketing e di comunicazione web di Greta, Andrea e Francesca ha portato alla realizzazione di video e foto originali che ci hanno condotto indietro nel tempo ;)
Venite a vedere i nostri interventi teatrali liberamente tratti dal Decameron di Boccaccio.
Sono tre novelle rivisitate nella versione di Piero Chiara: Federigo e il suo falcone, Chichibìo cuoco e la gru e Frate Cipolla e la penna dell'Arcangelo Gabriele.
Vi condurremo attraverso interventi itineranti nella Sala degli Svaghi che sarà il fulcro della nostra rappresentazione!"

Leggi tutto...

I ragazzi del Casula raccontano la loro esperienza al castello...

casula-004ok"Oggi abbiamo deciso di svelarvi qualcosa di più di quello che stiamo facendo.
Dall'ultima volta che abbiamo scritto, abbiamo seguito due lezioni con il nostro amico Dario, dopo aver letto e rielaborato tre novelle tratte dal Decameron di Boccaccio e rivisitate da Piero Chiara. Eh sì, il risultato finale del nostro lavoro sarà proprio una nostra libera interpretazione di queste novelle.
I giorni passano in fretta lavorando seriamente ma comunque divertendoci, ridendo e scherzando tutti insieme. Inizialmente tra di noi c'era un po' di imbarazzo, ma grazie a queste attività siamo riusciti a creare un'atmosfera tranquilla e gradevole in cui tutti riescono ad esprimersi liberamente senza paura e vergogna e mostrando lati di se stessi magari prima nascosti.
Con l'aiuto di Dario abbiamo steso il copione, scelto le parti e capito come interpretare al meglio i personaggi assegnati; due nostre compagne avranno ora il compito di imparare il dialetto veneziano e fiorentino.
Abbiamo iniziato a promuovere l'evento attraverso la distribuzione delle locandine che abbiamo realizzato con l'aiuto della nostra responsabile Cristina.
Abbiamo inserito e condiviso dei post su facebook e scritto su questo blog.
L'ultimo post che scriveremo vi darà tutte le informazioni necessarie: quindi continuate a seguirci".

- Castle Team

Intervista ad Alessadro Leone

Fuoriscena-Accademia-01C'è una scena in Totò, Peppino e la malafemmina (1955) in cui Totò e Peppino rimangono per un attimo immobili e pieni di stupore di fronte al Duomo di Milano. E' la prima volta che due arrivano in città e non conoscono il Duomo. Allora Peppino chiede: "Che cos'è, il municipio?", e Totò che ha sempre una risposta pronta, soprattutto quando la risposta non la sa, sghignazza e dice: "Ma quale municipio! Questa deve essere la Scala, la Scala di Milano!". E' una sequenza formidabile, che inizia e finisce con i due inquadrati di spalle che camminano dandosi la mano, un po' ondeggiando, come due Charlot d'Italia, e che è diventata poi celeberrima soprattutto per il dialogo tra Totò e un vigile (meglio, un ghisa) scambiato per un soldato tedesco.

Il Duomo e il Teatro alla Scala sono forse i due simboli di Milano più conosciuti al mondo e l'effetto comico sta ovviamente tutto lì, nel fatto che solo Totò e Peppino potrebbero confonderli. Ma chissà quanti, anche tra i milanesi, saprebbero dire qualcosa del posto dove si formano gli artisti che andranno ad esibirsi nel teatro più famoso del mondo.
Divisa tra via Santa Marta e via Campo Lodigiano, l'Accademia del Teatro alla Scala pare quasi passare inosservata, confusa tra i palazzi del centro. Eppure alle sue porte si presentano ogni anno ragazzi da tutto il mondo. E' un luogo a suo modo unico, dove il talento da solo non basta, ma viene considerato un inevitabile punto di partenza a cui aggiungere tempo e fatica per arrivare all'eccellenza.
A saperci guardare dentro e a saperle raccontare, in un posto così passano decine di storie. Ci hanno pensato, e di questo siamo loro grati, Massimo Donati e Alessandro Leone, portando per la prima volta la macchina da presa dentro le aule dell'Accademia. Ne è venuto fuori un film documentario prezioso, per quello che ci mostra e per il modo in cui lo fa. Presentato alla trentunesima edizione del Torino Film Festival, Fuoriscena segue un anno di lezioni, intrecciando vite scrutando da dentro una delle più prestigiose fucine di talenti.
La possibilità di parlare con Alessandro Leone di quello che hanno trovato e del modo che hanno scelto per rappresentarlo, ci è sembrata allora qualcosa che valeva la pena di fare, adesso che il film è finalmente uscito in dvd, dopo un forse troppo breve passaggio in sala.

Fuoriscena-Accademia-02

Leggi tutto...

I ragazzi del Casula raccontano la loro esperienza al castello...

casula-002"Hey guys! Abbiamo passato questi due giorni all'insegna del lavoro di squadra e della comunicazione, con la mattinata di ieri trascorsa ad elaborare idee sulla locandina del nostro spettacolo e su quello che possiamo fare per promuovere l'evento. Con Daniele Cassinelli abbiamo visitato le sale affrescate che oltre ad essere straordinarie ci servono come spunto per quello stiamo preparando.
Una pausa pranzo 'tattica' nel parco del castello, dove ci siamo rilassati al sole per poi riprendere il lavoro al pomeriggio, con un gruppo di ragazzi esperti in tecnologie multimediali e nelle varie attività di marketing.
È stato interessante vedere quanto sia faticoso trovare una soluzione ai problemi, ma insieme crediamo di essere riusciti a venirne a capo. È stato bello poter mostrare il frutto del nostro lavoro ai nostri coetanei e aver trovato sguardi di ammirazione e compiacimento, perché vuol dire che siamo bravi nel nostro lavoro e che andando avanti possiamo fare sempre meglio.
Cercare di promuovere un evento attraverso diversi canali non è semplice, ma sempre lavorando insieme, si riesce a portare a termine risultati incredibili".

- Castle Team

I ragazzi del Casula raccontano la loro esperienza al castello...

"Ciao a tutti! Siamo i ragazzi dell'ISISS Daverio Casula e abbiamo appena cominciato la nostra esperienza come stagisti al Castello di Masnago. Inizialmente non avevamo le idee molto chiare su ciò che ci avrebbero riservato e quello che abbiamo fatto ieri andava al di là delle nostre aspettative. Ci ha accolto con un gran sorriso Dario, del teatro periferico di Valcuvia, con cui abbiamo già lavorato in classe aderendo al "Progetto Archeo", e il conservatore del museo Daniele Cassinelli. Ci siamo subito sentiti a nostro agio, perchè un'atmosfera nuova e divertente ci ha aiutato ad inserirci nel mondo del teatro.
casula-001Insieme alla nostra gentile e disponibile responsabile Cristina, abbiamo imparato a metterci in gioco, superando il nostro iniziale imbarazzo che è sfociato in grasse risate. Partendo da questo clima sereno, il lavoro è diventato più serio. Grazie a Dario abbiamo abbozzato qualche idea su quello che sarà lo spettacolo del 28 Marzo 2015 che, a parer nostro, sarà coinvolgente, comico ed una novità per i nostri, speriamo, numerosi spettatori. Che dire, abbiamo iniziato alla grande e vogliamo proseguire con l'idea che diventerà sempre più entusiasmante.
Se volete saperne di più, continuate a seguirci sia sulla pagina Facebook del Castello sia su questo blog, dove scoprirete il motivo per cui una nostra compagna si è ritrovata ad imitare un falco girovagando nella Sala degli Svaghi".

- Castle Team

Queste parole di Edgar Degas introducono perfettamente la mia esperienza di stage al Museo Civico d'Arte Moderna e Contemporanea del Castello di Masnago. Dopo aver passato anni a studiare, guardare e osservare opere d'arte, ho avuto l'opportunità di mostrare e far comprendere agli altri l'emozione che una pennellata fluida o il morbido panneggio di un marmo possono generare.

masnago carmenGrazie alla disponibilità degli operatori della cooperativa SULL' ARTE e dei dipendenti del Museo, primo fra tutti il curatore, ho approfondito la conoscenza dell'arte di Varese e della didattica museale, arrivando ad elaborare e sperimentare un progetto per la tesi finale del master dell'Università Cattolica di Milano "Servizi Educativi per il patrimonio artistico, dei musei storici e di arti visive". Quest'ultimo ha come titolo "I paesaggi dell'anima: nuove vedute del Sacro Monte di Varese" ed è un progetto di valorizzazione del patrimonio locale rivolto specialmente alle famiglie straniere, con la speranza di creare un luogo di dialogo interculturale all'interno del Museo. Questa scelta è dovuta all'innegabile presenza di popoli di diverse culture all'interno di ogni città, una grande ricchezza spesso sottovalutata o addirittura contrastata.

Leggi tutto...

musei-di-varese-03Ormai da quattro anni l'Assessorato alla Cultura del Comune di Varese lavora per creare un dialogo con i cittadini grazie a strumenti moderni e utili ad allargare la partecipazione al mondo della cultura e per la diffusione di una consapevolezza del ruolo centrale che hanno nella nostra vita monumenti e paesaggio, riflettendo sulle grandi possibilità che ha Varese in questo settore.

Abbiamo cominciato con il sito varecultura.it, che funziona da calendario dove scoprire eventi culturali, ma illustra anche tutti i luoghi della cultura cittadini e di recente è divenuto polo virtuale di discussione grazie agli interventi degli addetti ai lavori, è proseguito con il successo sui social network di Varesecultura e del Castello di Masnago, mentre quest'anno abbiamo con successo affrontato il crowdfunding, una modalità di raccolta fondi che coinvolge le persone, che diventano sostenitori attivi del progetto.

Ora ci sembra importante raccontare quello che succede alla cultura a Varese in maniera più diretta e informale, descrivendo quello che succede ai Musei Civici di Varese in maniera piana e grazie al corredo di immagini e video; così è nato www.museidivarese.it.

Leggi tutto...

castello ingresso"Avevamo quella maestra, la signorina Aigletinger, che ci portava là tutti i maledetti sabati o quasi. Certe volte ci portava a vedere gli animali, certe volte gli oggetti che gli indiani avevano fatto secoli prima. Stoviglie, cestini di paglia e tutta roba così. Mi sento molto felice quando ci ripenso. Ancora adesso. Mi ricordo che dopo aver guardato tutti quegli oggetti indiani, di solito andavamo a vedere un film in quel grande auditorium. Colombo. Ci facevano vedere sempre Colombo che scopriva l'America, che sudava sette camicie per convincere Ferdinando e Isabella a dargli i soldi per comprare le caravelle e poi i marinai che si ammutinavano e via dicendo. A noi non ce ne importava un accidente del vecchio Colombo, ma eravamo sempre stracarichi di caramelle e di gomma eccetera eccetera, e nell'auditorium c'era un odore così buono. Un odore come se fuori piovesse anche quando non pioveva, e voi eravate nell'unico posto piacevole, asciutto e caldo del mondo. Mi piaceva, quel maledetto museo".

J. D. Salinger, Il giovane Holden

 

Visit

Questo sito utilizza Cookies per fini statistici e di analisi del traffico. Cookies Policy