Il blog dei Musei Civici
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casula-005Finalmente i nostri ragazzi hanno presentato il risultato finale del loro progetto: 3 novelle al museo- interventi teatrali liberamente tratti dal Decameron di Boccaccio. Alle 16.30 di sabato 28 marzo - orario del primo spettacolo - molte persone si aggiravano nel cortile del Castello inconsapevoli di cosa sarebbe successo. A un certo punto Sharon irrompe allarmata chiedendo agli altri dove sia finita la loro compagna Chiara; tutti, compresi gli spettatori, si aggirano per le sale del museo seguendo i ragazzi che finalmente trovano Chiara nella Sala degli Svaghi. Si è recata lì per un malinteso poiché il ritrovo tra gli studenti doveva essere in un'altra sala. Tutti si rendono conto che sono rimasti chiusi dentro il Castello e non sapendo che fare, sollecitati da Tatiana, iniziano a leggere alcune novelle e a sceneggiarle. Tutto quanto fa ovviamente parte della finzione scenica e i ragazzi, in chiave contemporanea e interpretando se stessi, si rifanno al testo del Decameron per cui dieci giovani nel 1348 si ritrovano chiusi in una villa non lontano da Firenze per sfuggire alla peste.

casula-006okProtagonisti della prima novella Federigo e il suo falcone sono Sharon (Monna Giovanna) e Luca (Federigo) nonché il magistrale falcone (Chloè). Elena, Cristina, l'altra Chiara e Laura riescono a rendere la seconda novella - Chichibio e la Gru - molto divertente anche parlando con diversi accenti dialettali. Protagonista indiscusso dell'ultima novella, Luca in un improbabile ma davvero compreso Frate Cipolla, supportato dagli amici burloni Chiara e Chloè e dal narratore Tatiana. All'improvviso squilla il cellulare di Chiara che non aveva svelato a nessuno di esserne in possesso: vuoi che Chiara e la sua amica Tatiana abbiano architettato tutto per far studiare i loro compagni lazzaroni?

Bravissimi e applauditissimi gli attori insieme al "regista" Dario Villa del Teatro periferico che, oltre ad avere coadiuvato i ragazzi, ha scritto il copione rivisitando il testo originale già riscritto da Piero Chiara.

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