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varese-libro-scultura"Le statue sono documenti che provano come bella tra noi siasi sempre conservata l'arte dello scolpire in legno".
Le parole di Luigi Brambilla, erudito varesino dell'Ottocento, non lasciano spazio a dubbi: Varese era una capitale della scultura lignea, probabilmente dall'epoca medioevale e sicuramente dal 1470, quando al Santuario di Santa Maria del Monte vennero chiamati alcuni tra i più grandi artisti dell'epoca per realizzare un altare completamente in legno che oggi purtroppo non esiste più, se non fosse per alcune parti - magnifiche - che si sono conservate.

Due grandi bassorilievi sono esposti al Museo del Castello Sforzesco di Milano e due sono conservati - purtroppo nascosti - presso il convento delle madri Romite ambrosiane del Sacro Monte.

Per questi motivi alcuni anni fa il Comune di Varese ha deciso di sostenere un progetto di ricerca scientifica - una cosa che si fa raramente in Italia, ma che a Varese, almeno in ambito storico artistico, si continua a fare - che ha permesso di scoprire questo patrimonio, scovato nelle sagrestie, negli angoli nascosti delle chiese o, nei casi più fortunati, esposto in alcuni musei come il Castello di Masnago o il Museo Baroffio e del Santuario.
Di qui la composizione di alcuni saggi che descrivono la storia di questi oggetti e la situazione in cui versano, guidando il lettore alla scoperta di una realtà inedita: quella che interessa tante opere d'arte poco note eppure, al contempo, di grande importanza per le comunità cui appartengono.

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