Il blog dei Musei Civici
di Varese
a cura di SULL'ARTE

 

STEMMA H colore comune

 

varesecultura

 

sullarte     

 

 

 

Seguici anche suinstagram

 

matisse 002Siamo nella prima metà del Novecento in un clima molto pesante caratterizzato da guerre, scontri ideologici e stragi. Nonostante ciò, l’avventura artistica di Matisse è all’insegna delle parole luxe, calme et volupté e ciò gli consente di trasferire il suo lavoro in un mondo parallelo: una camera ideale intima e raffinata in cui fosse possibile ascoltare i segreti dell’anima.

“Dei mobili lucidi, lustrati dagli anni, decorerebbero la nostra stanza; i più rari fiori mischiando i loro odori ai vaghi sentori dell’ambra; i ricchi drappi, gli specchi profondi, lo splendore orientale: tutto lì parlerebbe all’anima in segreto la sua dolce lingua naturale. Là tutto è ordine e beltà, lusso, calma e voluttà” (da “Invito al viaggio” di Baudelaire).

Henri Matisse, originario di Le Cateau-Cambrésis, Francia, nasce nel 1869 e giunge tardi alla pittura, quasi casualmente, durante la convalescenza di una malattia e, dopo aver frequentato corsi di giurisprudenza, si iscrive alla Scuola di Belle Arti di Parigi e inizia a familiarizzare con gli ambienti artistici.

matisse 001Fu inizialmente influenzato dall’Impressionismo, da Cézanne e dall’esperienza divisionista ma il suo animo lo indirizzò poi verso il piacere del colore e alla pittura intesa come “gioia di vivere” (come titola uno dei suoi quadri più famosi dipinto del 1906 in cui c’è già tutto il senso della sua opera).
Matisse non cerca somiglianza oggettiva col colore ma ogni tono che imprime sulla tela serve per modellare le masse e creare delle ombre. Col passare del tempo si indirizza verso la semplificazione delle forme, l’essenzialità dei colori, l’uso di tinte contrastanti e linee ornamentali alternando periodi in cui l’aspetto decorativo è preponderante e altri in cui domina invece quello naturalistico.

Il colore per lui è l’elemento fondante della pittura e dell’espressione. Nelle sue opere punta al massimo dell’espressione utilizzando il minimo dei mezzi e questo traspare anche nei suoi disegni a carboncino, soprattutto nei ritratti: impiega poche linee per rappresentare l’essenza di tipi umani. La pittura, alla fine, diventerà per lui una specie di disegno molto espressivo che colora per larghe campiture come ad esempio in “Nudo rosa” (1935) in cui il colore naturalistico della pelle, il rosa, viene steso in un corpo disegnato da marcate linee curve essenziali. La semplicità comunque con cui si esprime sulla tela è una conquista lenta e faticosa.

matisse 1925Tutta la sua vita si svolse nella serenità dell’ambiente famigliare senza dar mostra di condurre un’esistenza ribelle o scandalosa che invece, in quel periodo, sembrava dovesse essere il genere di vita tipico del pittore innovativo, nello stile “genio ribelle e incompreso”.
Si spense nei pressi di Nizza nel 1954.

Per chi volesse conoscere altre curiosità su Henri Matisse, l'appuntamento con i più piccoli è per il 4 dicembre con la nostra consueta Domenica al Castello: da non perdere alle ore 15.30 la lettura del libro Il Giardino di Matisse (S. Friedman, C. Amodeo, Ed. Fatatrac) nella Sala dei Vizi e delle Virtù; a seguire visita guidata e laboratorio.


FOTO:

1. Henri Matisse, Interno rosso, natura rossa su tavolo blu, 1947.
2. Henri Matisse, La linea verde (Ritratto di Madame Matisse), 1905.
3. Henri Matisse nel 1925.

Visit

Questo sito utilizza Cookies per fini statistici e di analisi del traffico. Cookies Policy