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bodini fonte agostino casciago ph pepi merisio 1986bodini gesso grimm ph sara baroniAl piano superiore del Castello di Masnago, la quattrocentesca Sala dei Vizi e delle Virtù espone due preziosi bozzetti in bronzo di Floriano Bodini: uno è quello del Monumento a Paolo VI, la cui realizzazione si può ammirare salendo a Santa Maria del Monte, l’altro è il bozzetto per il Monumento ai Sette di Gottinga, straordinario omaggio alla libertà intellettuale che occupa la piazza del Parlamento di Hannover.

Nato a Gemonio nel 1933, Bodini frequentò a Milano prima il Liceo Artistico, poi l’Accademia di Brera, aderendo presto al Realismo Esistenziale. Negli anni ‘60 intraprese una lunga carriera votata non solo alla pratica artistica – già nel 1962 fu invitato alla XXI Biennale di Venezia dove espose sette opere, tra cui il Lamento sull'ucciso oggi al museo di Gemonio – ma anche all’insegnamento. Partendo come assistente al Liceo Artistico, arrivò via via a ricoprire la Cattedra di Tecnologia del Marmo all’Accademia di Brera, quella di Scultura all’Accademia di Carrara (diventandone poi Direttore e infine Presidente) e quella di Scultura al Politecnico di Architettura di Darmstadt, in Germania.

bodini gesso cavatore ph sara baroniNumerose sono le tracce dello scultore disseminate oggi sul territorio provinciale di Varese, a partire dal museo a lui intitolato a Gemonio, nato da un’idea dello stesso Bodini che voleva farne una casa-laboratorio e oggi diretto dalla figlia Sara.

Una congiuntura di occasioni favorevoli ha portato quest’anno alla riscoperta delle opere di Bodini conservate localmente fino a pensare ad una vero e proprio “circuito bodiniano”, che include la Basilica di San Vittore a Varese (altare, ambone, sede, arredi sacri, 1991). Tra i monumenti figura anche la Fonte di Sant’Agostino a Casciago, re-inaugurata lo scorso 15 ottobre dopo il restauro di Rossella Bernasconi, a trent’anni dalla sua posa. Il monumento in marmo di Carrara, raffigurante Il fanciullo sulla spiaggia, fu infatti realizzato nel 1986, dopo un convegno di studi sulla conversione di Sant’Agostino.

Il Giubileo straordinario della Misericordia, voluto da papa Francesco, ha riportato all’attenzione la Porta Santa di San Giovanni in Laterano, opera di Bodini realizzata in occasione dell’Anno Giubilare del 2000. Fino al 4 dicembre 2016, al Museo Bodini di Gemonio sarà possibile visitare la mostra – a cura di Flavio Arensi, Sara Bodini e Lara Treppiede – dedicata al lungo percorso artistico che portò lo scultore al disegno definitivo della Porta Santa, attraverso bozzetti, studi, schizzi preparatori. All’esterno della mostra, una riproduzione fotografica di Moreno Maggi in scala 1:1 consente a chi non ha potuto visitare la chiesa di San Giovanni in Laterano di avere un’idea della porta e delle sue dimensioni.

bodini porta santa 2000 ph moreno maggi 1FOTO

1. Floriano Bodini al lavoro alla Fonte di Sant’Agostino di Casciago – foto Pepi Merisio (1986).

2. Uno dei gessi del monumento di Hannover (1998), conservati al museo di Gemonio. Per le fattezze dei fratelli Grimm – che persero parte alla protesta di Gottinga nel 1837 – lo scultore scelse il proprio volto (in foto) e quello del fratello Arturo – foto Sara Baroni.

3. Sempre a Gemonio è esposto il gesso del bozzetto del Monumento al Cavatore, opera in marmo commissionata a Bodini nel 1995 dalla città di Carrara, che conferì allo scultore la cittadinanza onoraria – foto Sara Baroni.

4. Particolare della Porta Santa di San Giovanni in Laterano (2000) – foto Moreno Maggi.

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