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"Mio caro Theo, non posso farci niente se i miei quadri non si vendono. Ma verrà il giorno in cui si vedrà che valgono più del prezzo del colore e della vita, anche se molto misera, che ci sto rimettendo”.
van Gogh wheat field with crows 1890Scriveva così Vincent Van Gogh al fratello Theo, suo grande sostenitore -sia psicologico che economico- nonché destinatario di oltre seicento lettere che il pittore gli scrisse con costanza dal 1872 fino all’anno della sua morte, per condividere con lui la sua drammatica condizione esistenziale e le riflessioni sul proprio lavoro, lasciandoci così in eredità uno strumento preziosissimo per la conoscenza della sua pittura.

Pochi uomini nel corso di tutta la storia dell’arte hanno incarnato l’idea corrente dell’artista come Van Gogh: il genio incompreso, sregolato e maledetto. Il fatto di associare la figura dell’artista alla malattia mentale è molto antico ma nell’epoca borghese l’artista diventa automaticamente un emarginato, tant’è che non viene compreso dal pubblico, che non acquista di conseguenza le sue opere, almeno finché è in vita.

van gogh mangiatori di patateVan Gogh nasce in Olanda, precisamente a Groot Zundert, nel 1853 ed inizia a dipingere all’età di ventisette anni. I dieci anni che seguirono furono segnati da profondi tormenti e crisi esistenziali, intervallati da brevi spiragli di euforia. Prima di trasferirsi per un paio d’anni a Parigi -dove verrà in contatto col colore puro degli Impressionisti- aveva già dipinto “I mangiatori di patate” (1885), un capolavoro giovanile in cui denuncia con colori cupi e dai toni terrosi le condizioni contadine secondo un modello molto realista.
L’introduzione del colore successiva a questo primo periodo è dovuta non a un interesse verso “l’impressione” come fu per i suoi colleghi parigini, ma piuttosto a un bisogno di liberazione dell’anima che trova espressione in un gesto puro e violento. Dal punto di vista stilistico è molto legato al disegno e il tratteggio del colore asseconda la forma dell’oggetto potenziandone la struttura. Trovando la società parigina fin troppo raffinata, decide di trasferirsi ad Arles, nel sud della Francia, dove in soli due anni, gli ultimi della sua vita, dipinge forsennatamente più di trecento quadri realizzando le sue opere più famose: “I girasoli”, “La camera da letto dell’artista” e “Campo di grano con corvi” quello che fu forse il suo ultimo lavoro. Nonostante il poco successo che ebbe in vita, Van Gogh influenzò profondamente l’arte del ventesimo secolo.


E per chi volesse approfondire l'arte di Van Gogh con i più piccoli, l'appuntamento è per il 6 novembre con la nostra Domenica al Castello: da non perdere alle ore 15.30 la lettura del libro La cameretta di Van Gogh (M. Ly, r. Lyi, Ed. Gallucci) nella suggestiva Sala degli Svaghi; a seguire visita guidata e laboratorio.


FOTO:
1.
Vincent Van Gogh, Campo di grano con volo di corvi, 1890, Amsterdam, Museo Van Gogh
2. Vincent Van Gogh, I Mangiatori di patate, 1885, Amsterdam, Museo Van Gogh

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