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divisionismo002 grubicyLa Galleria d’arte moderna di Milano conserva ed espone numerose opere di artisti che rappresentano le diverse correnti artistiche dell’Ottocento.

Nella seconda metà di questo secolo in Italia si vive il momento dell’unità nazionale e dal punto di vista artistico si segnalano, più che grandi movimenti, delle presenze di personalità singole che sono aperte e aggiornate sulla scena europea, in particolare su quella francese: non è un caso, infatti, che Giuseppe De Nittis (1846-1884) esponga alla prima mostra degli Impressionisti (1874) o che Giovanni Boldini (1842-1931) adotti nel 1871 come seconda patria Parigi, divenendo il ritrattista ufficiale di signore e signori importanti della società mondana. Last but not least, portavoce della scultura italiana fu Medardo Rosso (1858-1928) che cercò di tradurre nella sua disciplina ciò che gli impressionisti erano riusciti a fare con colore e pennello, dotando i suoi lavori di un forte dinamismo fonte di ispirazione, di lì a poco, per i futuristi.

Una vera e propria corrente pittorica si sviluppa soltanto, in Italia, nel 1885 circa e perdurerà una trentina d’anni, fino alla prima guerra mondiale. Questo movimento trova radici e corrispondenze nel “Pointillisme” (Puntinismo) francese di Signac e Seurat, denominato così dal critico Félix Fénéon, che prevede l’accostamento e non la mescolazione dei colori.

Caratteristica tecnica di questa tendenza chiamata “Divisionismo” da Gaetano Previati (1852-1920) che ne fu anche il teorizzatore, è la divisione, appunto, dei colori complementari che crea l’idea della luce tramite il loro accostamento. “… Riproduce le addizioni di luce mediante una separazione metodicamente minuta delle tinte complementari” scrive Previati nei “Principi scientifici del divisionismo” del 1906. Più avanti si ritenne che la semplice tecnica coloristica non fosse sufficiente a soddisfare l’espressione e sentirono l’esigenza di aggiungere un tocco sentimentale, vicino al simbolismo, utile anche ad approfondire la realtà, scegliendo pennellate più filamentose, materiche o l’ausilio del chiaroscuro.

divisionismo001 segantiniI protagonisti del Divisionismo sono vari e la GAM ha l’onore di ospitarne un bel numero nel suo percorso espositivo.

Di Giovanni Segantini (1858-1899) sono conservate alcune delle sue opere più note come “Cavallo al galoppo” (1887-1889) e “Paesaggio sul Maloja” (1895). Nel dipinto “Le due madri” (1895), nonostante l’ambientazione sia naturalistica, il significato simbolico è la maternità, il tutto accentuato da un forte contrasto tra luce ed ombra.

Emilio Longoni (1859-1932) dopo un’adesione al simbolismo nei primi anni del Novecento si dedica alla scoperta del paesaggio e della montagna in particolare, rappresentata con una tecnica divisionista molto personale.

Proseguendo fra le varie sale si possono ammirare opere di altri esponenti di questa corrente, da Angelo Morbelli che utilizza la tecnica per esprimere soggetti di denuncia sociale, a Vittore Grubicy de Dragon che fu uno dei maggiori sostenitori del Divisionismo nel nostro paese: un quadro ricco e completo dei diversi contributi dati a questo movimento durante il corso della sua esistenza.

Se vuoi conoscere altri esempi di pittura divisionista puoi visitare il Castello di Masnago, dove sono esposti: Sera d’Autunno o Valpozzo di Giuseppe Pellizza da Volpedo; Morena e lago alpino di Emilio Longoni; Sacro Monte di Varese di Federico Gariboldi.

FOTO:
1. Vittore Grubicy De Dragon, Poema invernale. Mattino, 1897
2. Giovanni Segantini, Le due madri, 1889

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