Il blog dei Musei Civici
di Varese
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mudec001Ogni volta che in qualsiasi parte del mondo apre un nuovo museo è sempre un evento che deve necessariamente essere festeggiato e ricordato, con ancora più orgoglio poi se succede nella nostra Italia.
Il 28 ottobre 2015 è stata per Milano una data storica: il MUDEC (Museo delle Culture) ha aperto ai cittadini la sua collezione permanente, un importante passo che afferma ancora di più l’interculturalità sempre più presente e in continua crescita nel nostro paese, con lo scopo di instaurare e mantenere un dialogo continuo con le comunità internazionali presenti in città.

La collezione etnografica, composta da oltre duecento opere di diverso genere trova ospitalità in questa modernissima struttura, situata in zona Tortona, che ha le sue origini negli anni ’90 quando il Comune di Milano acquistò l’ ex zona industriale dell’Ansaldo per trasformarla in un centro di attività culturali che è stato poi ripensato e adattato alle nuove esigenze di una società molto diversa da quella del ventennio precedente.
L’area espositiva permanente si trova al primo piano di fianco alle sale adibite alle mostre temporanee.

mudec002Le Raccolte etnografiche del Comune di Milano - composte da circa ottomila suppellettili di vario genere provenienti da estremo Oriente, America meridionale e centrale, Africa occidentale e centrale, Sud Est Asiatico e Oceania comprese in un arco di tempo che va dal 1200 a.C. al Novecento - sono il fulcro della collezione permanente. Dal 1900 furono conservate al Castello Sforzesco, ma nel 1943 a causa dei bombardamenti durante la Guerra interi nuclei sono stati gravemente danneggiati. Sono poi trascorsi molti anni caratterizzati da restauri e nuovi studi specifici e approfonditi che hanno portato alla costituzione della collezione in mostra ora al MUDEC.

mudec003Le sale nelle quali è distribuito il percorso espositivo sono quattro, ognuna delle quali testimonia qualcosa di diverso. Il tema della prima è lo stupore per l’esotico: questi pezzi risalenti al diciassettesimo secolo e corpo dalla collezione del canonico Manfredo Settala provengono da luoghi al tempo quasi irraggiungibili e sono la testimonianza delle civiltà sconosciute e lontane delle Americhe, dell’Oriente, dell’India e di altri luoghi inaccessibili per distanza geografica e mancanza di mezzi in relazione al periodo.
Nella stanza successiva si trovano oggetti recuperati durante le missioni di alcuni ordini religiosi e una sezione della stessa è dedicata al periodo coloniale.

Proseguendo nella sala dedicata al collezionismo lombardo si ammirano oggetti d’arte cinese e giapponese, dai tessuti ai kimoni fino a scettri e porcellane dipinte. Un video racconta i bombardamenti che nel 1943 distrussero Milano provocando danni immensi alle collezioni e ciò che è stato salvato trova spazio in apparati espositivi.
Il percorso si conclude con il collezionismo privato del Dopoguerra caratterizzato da un interesse per l’arte esotica, non europea, tipico delle Avanguardie: qui si trova anche uno spazio, destinato ad esposizioni temporanee, dedicato ad Anni e Josef Albers e al loro interesse per l’arte precolombiana.

mudec004Un lungo ed emozionante viaggio per evadere dalla realtà è accessibile a tutti ed è visitabile gratuitamente fino al 31 agosto 2016.

Il MUDEC si trova in via Tortona 56, a Milano.

A Milano puoi visitare anche il Museo del PIME, mentre a Varese ha riaperto il Museo Castiglioni

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