Il blog dei Musei Civici
di Varese
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2015hayez 00002Sono trascorsi più di trent’anni - correva infatti l’anno 1983 - dall’ultima volta che Milano dedicò una mostra a Francesco Hayez e oggi le Gallerie d’Italia hanno l’onore di ospitare la più grande e aggiornata rassegna monografica su questo pittore protagonista assoluto, in pittura, del Romanticismo italiano.

2015hayez 00001Il percorso espositivo, organizzato in diverse sale, comprende ben centoventi dipinti e affreschi alcuni dei quali mai visti prima o non più esposti dall’Ottocento e percorre, cronologicamente, tutta la lunga carriera dell’artista che ha vissuto per oltre novant’anni (Venezia 1791 – Milano 1882) attraversando un secolo di pittura e assistendo a molti cambiamenti di gusto e di stile.

2015hayez 00003La mostra si apre con un autoritratto datato 1807 e si chiude, non a caso, con un’opera dal titolo “Autoritratto a ottantotto anni”. In quest’arco temporale assistiamo ai suoi cambiamenti fisici dati dall’avanzare dell’età (sono numerose infatti le occasioni in cui si ritrae e ce ne lascia una testimonianza: a trentun anni, nel 1827 insieme a un gruppo di amici, a quarantotto, a cinquantasette e così fino ad arrivare all’ultimo), ma anche alla rappresentazione dei temi che caratterizzano la sua pittura e che sono spesso lo specchio del clima culturale e sociale di cui il pittore è stato un abilissimo interprete. In una Milano città guida del Risorgimento Italiano, Hayez ha il merito di aver unificato l’Italia con la pittura, come Manzoni fece con la letteratura e Verdi con la musica, comprendendo che senza passato non ci può essere futuro e riuscendo a rendere la storia attuale in un confronto continuo con la realtà che si stava vivendo in quel periodo. Da un inizio neoclassico tra Venezia e Roma, seguendo le orme del maestro Antonio Canova, arriva a essere a Milano il protagonista del Romanticismo. Oltre alle scene storiche mai retoriche, la mitologia, la pittura sacra e ai ritratti di personaggi a lui contemporanei (famoso il ritratto di Manzoni), uno dei temi da lui prediletti sono le figure femminili che ritrae con grande sensualità, da grande amatore di donne quale era. Inserendo la sua figura come autoritratto in scene storiche teneva a testimoniare il suo diretto coinvolgimento con gli eventi contemporanei.
Pittore dal carattere estroverso fu sempre amato da tutti ed ebbe accesso immediato ai salotti aristocratici.

2015hayez 00004Expo ha ospitato l’anticipazione della mostra, a un giorno della chiusura del sito espositivo, con un flash mob (visibile su youtube) che ha visto migliaia di visitatori baciarsi per omaggiare l’opera simbolo di Hayez “Il bacio”, presente in mostra in tutte e tre le versioni. Tante altre sono le attività collaterali tra cui una rassegna cinematografica realizzata in collaborazione con la Fondazione Cinetica Italiana. Un grande evento, insomma, che lascerà il segno nella storia delle esposizioni.

Anche i musei civici di Varese hanno contribuito a questa grande impresa prestando l’opera Tamar di Giuda (1847) esposta solitamente nelle sale del Castello di Masnago.

“Hayez” sarà visitabile fino al 21 febbraio 2016, alle Gallerie d’Italia in Piazza della Scala.

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