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cuccagna 001Da dove trae origine la leggenda di un paese in cui nei fiumi scorre vino, capponi arrosto piovono dal cielo e maccheroni rotolano giù dalle pendici di un monte di formaggio? Il mito del Paese di Cuccagna, nato tra i contadini dell’Europa medievale, si sviluppa lungo tutta l’età moderna per giungere fino ai giorni nostri. Esso narra di un luogo in cui qualsiasi cosa è a disposizione di chiunque la desideri: cibo, bevande, vestiti, denaro, ma anche giovinezza e bellezza; il Paese di Cuccagna rompe gli schemi della società ed eleva a virtù i vizi condannati dal potere in un mondo di fantasia dove l’uguaglianza è basata sulla ricchezza e dove ogni fatica è abolita.

La mostra Il Mito del Paese di Cuccagna si snoda attraverso nove sezioni, presso la Sala Viscontea del Castello Sforzesco, che ne analizzano gli archetipi, le caratteristiche e gli sviluppi. Oltre centocinquanta opere, per lo più immagini a stampa a larga diffusione dalla Raccolta Achille Bertarelli alle quali si affiancano un nucleo proveniente da una collezione privata e alcuni volumi concessi in prestito da storici istituti milanesi.

cuccagna 002bisDalla contrapposizione di classi sociali con testimonianze preziose di grafica d’arte, ai manifesti pubblicitari di inizio Novecento, il Paese di Cuccagna viene narrato come luogo di libertà, dove nessuno governa, dove non esistono restrizioni moraleggianti, un luogo dove le donne possono prendersi cura della propria bellezza senza doveri nei confronti degli uomini. Uno sguardo privilegiato viene dato all’immaginario culinario dell’epoca, profondamente radicato in chi descriveva l’abbondanza di questo Paese: viene presentato una sorta di itinerario gastronomico attraverso libri di cucina, stampe di banchetti. Attraverso preziose grafiche d’arte a opera di maestri quali Aldegrever, Solis, Callot si analizzano le condizioni e contrapposizioni di vita del tempo, per poi immergersi nel Paese di Cuccagna, nei suoi modelli e nei suoi valori. Uno stretto legame tra il mito e la cultura culinaria del tempo ha portato ad analizzare i cibi presenti nel Paese di Cuccagna: maccheroni, torte bolognesi, carciofi e fagiani.

Il Paese di Cuccagna è un carnevale che dura tutto l'anno, una festa popolare continua, un trionfo di ozio e abbondanza; il mondo alla rovescia ne condivide il sogno di un mondo dai valori ribaltati; la donna trova realizzati i suoi desideri, in un Paese di Cuccagna tutto femminile dove gli uomini sono servitori e bellezza e divertimento sono le uniche occupazioni.

cuccagna 003Il percorso attraversa un ampio arco cronologico e approda infine al XIX e al XX secolo con un approfondimento sugli sviluppi del mito e sulla sua riduzione ottocentesca, con la perdite di alcune peculiari connotazioni per arrivare ad un immaginario legato principalmente all'abbondanza culinaria. La rassegna si chiude con un’analisi degli sviluppi otto-novecenteschi del mito: l’ideologia borghese conduce a uno svuotamento del mito, ormai già ridotto a sola abbondanza alimentare, e alla sua evoluzione come semplice favola per bambini.
Esempio particolarmente caro alla letteratura popolare italiana è quello di Carlo Collodi che colloca il burattino Pinocchio nel paese dei balocchi: “una vera cuccagna” per tutti i bambini. Sarà infine la grafica novecentesca, insieme alla letteratura per l’infanzia, l’ultima erede del Paese di Cuccagna e della sua iconografia.

La mostra è aperta gratuitamente dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19.30, il giovedì fino alle 22.30, fino all’11 ottobre 2015.

Se vuoi conoscere alcune opere legate al cibo presenti al Castello di Masnago, partecipa con i tuoi bambini alla Domenica al Castello "La dispensa delle storie" il 4 ottobre 2015 (per info).

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